Fiscalità
Fiscalità per non residenti in Spagna: Modelo 210, IRNR e wealth tax
In breve
Se possiedi casa in Spagna senza esserci residente, devi presentare il Modelo 210 ogni anno, anche se l'immobile è chiuso e non lo affitti: lo Stato spagnolo calcola un reddito imputato sul valore catastale. Per un immobile non locato si paga circa l'1,1% del valore catastale con aliquota 19% (UE/SEE) o 24% (extra-UE). La multa per omissione parte da 100 euro più sanzioni e interessi, e arriva anche a ritroso (prescrizione 4 anni).
C’è una regola che molti scoprono troppo tardi: se possiedi casa in Spagna senza viverci, il Fisco spagnolo ti vuole una dichiarazione ogni anno, anche se la casa è chiusa undici mesi su dodici. Questa guida spiega cosa devi davvero presentare, quanto si paga, quali scadenze rispettare e cosa rischi a dimenticartene.
Il Modelo 210 va presentato sempre
Il Modelo 210 è il modulo con cui i non residenti fiscali dichiarano all’Agencia Tributaria i propri redditi spagnoli. Il punto critico: si presenta anche se non guadagni nulla dall’immobile. Lo Stato spagnolo calcola un “reddito imputato” sul valore catastale della casa, e su quello applica l’imposta.
Sono obbligati a presentarlo i non residenti fiscali che:
- possiedono un immobile in Spagna (sempre, anche se non lo affittano);
- affittano un immobile (turistico o lungo);
- ricevono redditi da fonte spagnola;
- vendono un immobile (plusvalenza).
Sei residente o non residente fiscale?
La distinzione è cruciale, perché determina quale regime ti si applica. Sei residente fiscale in Spagna se ricorre una di queste condizioni: trascorri più di 183 giorni l’anno in territorio spagnolo, oppure hai in Spagna il centro principale dei tuoi interessi economici. In tutti gli altri casi — il tipico proprietario di seconda casa che vive in Italia — sei non residente fiscale e dichiari i soli redditi spagnoli con il Modelo 210. Diventare residente cambia tutto: scattano l’IRPF sul reddito mondiale e il Modelo 720. Per questo, prima di un eventuale trasferimento, conviene pianificare il passaggio con attenzione.
Quanto si paga davvero
Il calcolo cambia se l’immobile è locato o no.
Immobile non locato
La base imponibile è l’1,1% del valore catastale (2% se il valore non è stato rivisto negli ultimi 10 anni). L’aliquota IRNR è 19% per UE/SEE e 24% per gli altri Paesi.
Esempio: casa con valore catastale di 100.000 euro, proprietario italiano (UE) → 100.000 × 1,1% × 19% = 209 euro l’anno.
Immobile locato
La base imponibile è il reddito da locazione netto, dopo le deduzioni ammesse. Aliquota 19% per UE/SEE.
Esempio: locazione di 15.000 euro l’anno con 5.000 di spese deducibili → 10.000 × 19% = 1.900 euro l’anno.
Le deduzioni ammesse sugli affitti
Se affitti, puoi abbassare la base imponibile deducendo le spese collegate all’immobile. Le principali, per i residenti UE/SEE, sono:
- interessi del mutuo sulla quota relativa al periodo di locazione;
- IBI e tasse comunali;
- spese di comunità (comunidad de propietarios);
- manutenzione e riparazioni (non le migliorie, che sono un’altra voce);
- assicurazione dell’immobile e spese di gestione.
Importante: la deducibilità delle spese è prevista per i residenti UE/SEE; per gli extra-UE il trattamento è meno favorevole. Tenere le ricevute in ordine durante l’anno è ciò che permette di pagare il giusto, non un euro in più.
Le scadenze, diverse da quelle italiane
Il calendario fiscale spagnolo non coincide con quello italiano. Le scadenze dipendono dal tipo di reddito.
Il tuo commercialista in Italia non gestisce queste scadenze: sono adempimenti spagnoli, con moduli e termini propri. Saltarli è il modo più comune di accumulare sanzioni senza accorgersene.
Affitto turistico: cosa cambia
Se affitti a turisti, oltre al Modelo 210 sui canoni incassati entrano in gioco altri obblighi: la licenza turistica regionale (necessaria in molte comunità, con regole sempre più severe) e, in alcune zone, la registrazione presso le autorità locali e la comunicazione degli ospiti. Sul piano fiscale, l’affitto turistico segue le regole dell’immobile locato, con la possibilità di dedurre le spese in proporzione ai giorni di locazione effettiva. Mettere in regola la licenza prima di iniziare evita sanzioni che, in molte regioni turistiche, sono diventate salate.
La wealth tax cambia per comunità autonoma
Chi ha un patrimonio significativo in Spagna può essere soggetto all’Impuesto sobre el Patrimonio (wealth tax), con soglie e aliquote molto diverse da regione a regione.
La stessa configurazione patrimoniale può pagare in modo radicalmente diverso a seconda di dove si trovano gli asset: alcune comunità applicano bonus regionali molto ampi (Madrid e Andalusia, da verificare per anno fiscale), altre soglie più basse (in Cataluña, indicativamente, sopra i 500.000 euro). Il quadro cambia di anno in anno e va verificato sul caso concreto. Per patrimoni rilevanti, dove acquisti — e come strutturi la proprietà — può valere decine di migliaia di euro l’anno: è il terreno della pianificazione patrimoniale, non della semplice dichiarazione.
La plusvalenza quando vendi
Vendere un immobile in Spagna genera tre adempimenti:
- plusvalenza statale (IRNR): 19% per UE/SEE sulla differenza tra prezzo di vendita e di acquisto, al netto delle spese documentate;
- plusvalía municipal: una tassa comunale sull’aumento del valore catastale del suolo;
- ritenuta del 3%: il compratore trattiene il 3% del prezzo e lo versa all’Agencia Tributaria come acconto sulla tua plusvalenza.
Conservare la documentazione delle spese di miglioria sostenute negli anni è ciò che riduce la plusvalenza tassabile al momento della vendita: una pianificazione che inizia anni prima.
Modelo 720: solo se diventi residente
Attenzione a non confondere: il Modelo 720 (dichiarazione degli asset all’estero) riguarda solo i residenti fiscali spagnoli, non i non residenti. Se stai pianificando di trasferirti in Spagna e diventare residente fiscale, dovrai dichiarare conti, titoli e immobili esteri sopra i 50.000 euro. Finché resti non residente, però, non ti riguarda: ti basta il Modelo 210.
IBI e altre imposte locali
Oltre all’IRNR, come proprietario paghi l’IBI (Impuesto sobre Bienes Inmuebles), l’imposta comunale annuale sull’immobile, più eventuali tasse su rifiuti e servizi. L’IBI non passa dal Modelo 210: si paga direttamente al Comune, di solito con addebito sul conto. È una delle voci che, se non domiciliata, genera arretrati silenziosi.
Il lato italiano: IVIE e quadro RW
Pagare le imposte in Spagna non chiude i conti con il Fisco italiano: chi resta residente fiscale in Italia deve dichiarare l’immobile spagnolo anche nella propria dichiarazione italiana. Gli obblighi viaggiano su un doppio binario Spagna+Italia, dove nessun adempimento sostituisce l’altro. Il primo è il monitoraggio fiscale nel quadro RW della dichiarazione dei redditi, dove si indicano gli investimenti detenuti all’estero. Il secondo è l’IVIE, l’imposta sul valore degli immobili situati all’estero: l’aliquota è indicativamente lo 0,76% e, per gli immobili in Spagna, la base imponibile è di norma il valore catastale — lo stesso usato per l’IBI — non il prezzo di acquisto. Esistono poi crediti d’imposta ed esenzioni che possono ridurre o azzerare il dovuto, per esempio lo scomputo di quanto versato in Spagna a titolo patrimoniale, ma dipendono dalla situazione personale e vanno verificati per il proprio anno fiscale. È il terreno del commercialista italiano, da coordinare con la gestione spagnola fin dal primo anno: Modelo 210 da un lato, RW e IVIE dall’altro, senza che uno faccia dimenticare l’altro.
Cosa rischi se non dichiari
La multa per omissione del Modelo 210 parte da 100 euro minimo, più sanzione proporzionale al dovuto e interessi di mora. Il problema è che le comunicazioni dell’Agencia Tributaria arrivano all’indirizzo spagnolo: se la casa è chiusa, nessuno le apre. Spesso il proprietario scopre la multa solo quando prova a vendere o a rinnovare i documenti — con anni di arretrati accumulati. La prescrizione spagnola è di 4 anni, quindi le richieste arrivano anche a ritroso.
Come gestirlo senza pensieri
Una gestione ordinata costa una frazione di una singola multa evitata. In pratica servono tre cose: un conto corrente spagnolo da cui pagare, il monitoraggio delle scadenze giuste per il tuo caso (annuale o trimestrale) e l’archivio della documentazione. Impostare questo sistema una volta — meglio se al momento del rogito, quando hai già tutti i dati — significa non doverci più pensare ogni anno e non rischiare sanzioni per una dimenticanza.
Fonti
Domande frequenti
Devo presentare il Modelo 210 anche se la casa è chiusa tutto l'anno?
Sì. Lo Stato spagnolo calcola un reddito imputato sul valore catastale dell'immobile (1,1-2%) e su quello paghi tasse, anche se non lo usi mai e non lo affitti. Non c'è esenzione per chi non guadagna nulla dall'immobile.
Quanto si paga in media?
Per un immobile non locato in Italia/UE, tipicamente 100-500 euro l'anno per immobili con valore catastale 100.000-300.000 euro. Attenzione: il valore catastale è di solito il 40-60% inferiore al valore di mercato.
Cosa pago quando vendo l'immobile?
Sulla vendita paghi la plusvalenza IRNR (19% per UE/SEE sulla differenza tra prezzo di vendita e di acquisto, al netto delle spese) e la plusvalía municipal comunale. Il compratore trattiene il 3% del prezzo come acconto da versare all'Agencia Tributaria.
Il mio commercialista italiano può gestirlo?
Tecnicamente sì, ma raramente lo fa bene: i moduli e le scadenze spagnole sono diversi, l'aliquota IRNR è specifica e l'archivio con l'Agencia Tributaria richiede comunicazione fluida in spagnolo. La maggior parte dei commercialisti italiani non gestisce la Spagna.
Cosa succede se non l'ho mai presentato negli anni passati?
La prescrizione fiscale spagnola è di 4 anni. È possibile mettersi in regola con dichiarazione tardiva e pagamento di sanzione più interessi, che crescono con il ritardo. Meglio agire prima che la posizione si aggravi.
Posso pagare il Modelo 210 dall'Italia senza conto spagnolo?
Tecnicamente alcune banche lo permettono, ma in pratica i bonifici internazionali falliscono per dettagli formali. Avere un conto corrente spagnolo, anche con saldo zero, elimina il problema.
Devo dichiarare la casa spagnola anche in Italia?
Sì, se resti residente fiscale in Italia: l'immobile va indicato nel quadro RW (monitoraggio fiscale) e sconta l'IVIE, indicativamente lo 0,76% calcolato di norma sul valore catastale spagnolo. Crediti d'imposta ed esenzioni possono ridurre il dovuto: da verificare con il commercialista italiano per il proprio anno fiscale.
Roberta
Intermediaria del credito iscritta al Banco de España (ICI)
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